8 Marzo 2021

8 Marzo 2021

Abbiamo iniziato la settimana con un’importante ricorrenza alla quale non diamo il giusto significato: l’8 marzo, la giornata internazionale della donna.

La giornata internazionale della donna

Mazzi di mimose, cioccolatini, regali vari e gli auguri che arrivano al telefono… ma quanti di questi gesti sono sinceri? Quante catene di auguri inoltriamo solo per far contenta qualche nostra conoscente che ci ha fatto gli auguri per prima?

E dalla parte maschile… chi ci fa gli auguri sa come viviamo gli altri 364 giorni dell’anno? Ci rispetta o finge solo per una giornata?

Ci ricordiamo delle battaglie conquistate da chi ci ha preceduto?

Siamo consapevoli di quante di noi siano cadute per ottenere l’emancipazione femminile e conquistare la parità di genere con tanti sacrifici?

L’International Women’s Day …

…viene celebrato in tutto il mondo, negli Stati Uniti d’America dal 1909, in Italia dal 1945 grazie all’Associazione UDI (Unione Donne in Italia) creata durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1977 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite chiese ad ogni Stato membro di indicare una data da utilizzare per la “United Nations Day for Women’s Rights and International Peace”. Venne quindi scelto per convenzione l’8 marzo.

Perché viene festeggiata?

Questa giornata viene festeggiata per ricordare i progressi in ambito economico, politico e culturale raggiunti dalle donne. Ci sono parti del mondo dove tutt’ora la donna è la schiava dell’uomo, l’essere che serve al maschio per riprodurre la specie.

In Medio Oriente vengono uccise donne magistrate e giornaliste per farle tacere. In alcuni paesi è negato alle donne il diritto di studiare o guidare o entrare nei cinema e negli stadi.

2021…

…la tecnologia va avanti veloce come la luce, i ricercatori hanno trovato in pochi mesi un vaccino al COVID-19 e noi? La situazione femminile italiana come procede? Non riusciamo ad avere un capo di Governo che sia donna ed in poche ricoprono postazioni di potere.

Siamo ancora a rivendicare la parità di genere che non riusciamo ad ottenere, vorremmo essere retribuite tanto quanto un uomo per lo stesso lavoro svolto. Lottiamo per le discriminazioni che subiamo quotidianamente, le violenze ed i femminicidi sempre attuali.

Quote rosa

Parliamo di “quote rosa” rivendicandole con tanto ardore non capendo che sono la mortificazione dell’essere femminile. Donne ed uomini, in un mondo utopico, dovrebbero ricoprire determinati ruoli per le loro capacità, ed invece ci incaponiamo sull’ottenere dei contentini denominati quote rosa. Come se alla donna debba per forza essere attribuito quel colore per via della sua delicatezza. Siamo immersi negli stereotipi di genere (es. donna sinonimo di gentile, delicata, insicura ecc. ecc.) ma chi lo ha stabilito che la donna è fragile?

Cosa fa la donna?

Le donne portano avanti la vita quotidiana lavorando il doppio ed ottenendo un salario minore, chi poi decide di avere famiglia avrà sulle spalle il peso di quella decisione, bambini, compagno/a, genitori e suoceri oltre il lavoro.

Chi invece decide coraggiosamente di non avere figli si sentirà dire che non è una donna completa e le mancherà sempre un pezzo, verrà additata come la zitella acida incompleta.

Giudizi e pregiudizi

Ancora oggi, nel ventunesimo secolo ci stupiamo se una donna preferisce non far nascere nuove vite, se è nubile o se da sposata o accompagnata non si riproduca.

Riprodursi come un obbligo morale nei confronti della società. Non si tiene conto che dietro queste decisioni forse ci sono sofferenze che nemmeno immaginiamo.

Ma a noi basta giudicare a suon di cliché.

2021

Quest’anno (e forse dovremmo dire “grazie”) immersi nella situazione pandemica, non daremo il peggio di noi andando a festeggiare la giornata internazionale della donna a gruppi di femmine arrapate che si dimenticano di essere donne proprio in questa importante ricorrenza, non vedremo spogliarelli o faremo le deficienti facendoci passare come sciacquette che si devono mettere in mostra e si meritano il posto di svantaggio rispetto alla figura maschile.

La mimosa rappresenta dal 1946 questa ricorrenza

Torniamo ad essere come le mimose: siamo emblemi della resilienza, sbocciamo anche nei terreni più ostici, siamo vivaci, allegre e bellissime.

Rispettiamoci però di più.

Autore: Dott.ssa Giorgia Martelli, Criminologa Clinica e Sociologa


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