QUALI SONO LE EMOZIONI SOCIALI?

QUALI SONO LE EMOZIONI SOCIALI?

“E di trista vergogna si dipinse” con questa breve frase Dante descrive un’emozione tanto comune quanto complessa. Comune perché tutti noi la proviamo e la manifestiamo, complessa perché spesso  porta le persone a un duro processo di valutazione.

Tale emozione  è definita secondaria, perché appresa e perché si sviluppa durante la crescita degli individui.

 Secondo Berti la vergogna dovrebbe manifestarsi nel soggetto intorno ai due anni, in quanto è necessario che il bambino sviluppi un sé personale distinto dall’altro.

Quando una persona prova vergogna?

Sostanzialmente quando valuta il proprio comportamento sociale inadeguato rispetto alla norma e mette in discussione sé stesso.

Alcuni studi condotti da  June Price Tangney e successivamente da Lewis (1971) e Miller (1985) hanno evidenziato come vi sia una forte correlazione tra l’emozione di vergogna e rabbia.

I soggetti che provano vergogna potrebbero proiettare questa emozione all’esterno di sé incolpando gli altri, in modo tale da alleviare il processo di autovalutazione negativa che li accompagna.

Come si manifesta la vergogna?

Secondo gli studi di Ekman e Erika Rosenberg l’espressione facciale prodotta dall’individuo che prova vergogna è simile a quella della tristezza.

Per quanto riguarda il canale gestuale è opportuno citare una ricerca svolta da Jessica Tracy e da David Matsumoto condotta su un gruppi di atleti e pubblicata su National Geographic (Agosto 2008).

Nella ricerca vengono confrontati i movimenti del corpo di 108 atleti della disciplina sportiva del Judo, 41 dei quali avevano perso la vista e 12 invece erano ciechi dalla nascita. Dal momento che la competizione in questione erano le Olimpiadi (Atena 2004) gli atleti provenivano da 37 paesi del mondo.

Cosa è emerso da questa ricerca?

Gli atleti provenienti da paesi del Nord America ed Europa, mostravano risposte più deboli al fallimento, infatti sia i pettorali che le spalle erano si piegati ma in misura minore.

Quando si studia il comportamento umano è importante conoscere anche la cultura di appartenenza, la risposta di questi risultati può essere ricercata nel fatto che gli atleti che provengono dalla cultura occidentale, come la nostra , sono abituati a reprimere le manifestazione di vergogna in quanto considerate segno di debolezza, soprattutto in pubblico.

In altre culture, come quelle asiatiche, la vergogna è considerata una risposta “pubblica” appropriata e socialmente apprezzata.

Diversa invece è la manifestazione dell’emozione sociale dell’imbarazzo.

Charles Darwin nel suo famoso saggio del 1872 in The Expression of the Emotions in Man and Animals, si è dedicato allo studio di questa emozione soffermandosi sul tipo di risposta fisiologica che la rappresenta.

A cosa ci riferiamo? Beh semplice, vi è mai capitato di arrossire? Magari dopo aver rovesciato dell’ acqua sul tavolo a una cena di lavoro? Se si, allora molto probabilmente vi sarete “imbarazzati”, è così facendo avrete, probabilmente distolto lo sguardo dagli altri soggetti presenti alla cena.

Arrossire è un tratto tipico della nostra specie, oltre a noi ovviamente anche i nostri antenati come scimpanzé, gorilla e macachi lo manifestano, ma con funzione diversa.

Secondo Ervin Goffman quando le persone si imbarazzano, in realtà stanno esprimendo le proprie scuse all’altro per il misfatto accaduto.

Altri ricercatori hanno evidenziato che le persone imbarazzate tendono a mostrare comportamenti simili  agli animali che si sottomettono all’altro per evitare una sua risposta negativa.

Quando siamo imbarazzati infatti possiamo distogliere più volte lo sguardo, chinare la testa e ridere o trattenere una risata che definiremmo “nervosa”.

Del resto lo stesso Mark Twain asseriva che “L’ uomo è l’unico animale che arrosisce. O che ne ha bisogno.”

Da qui l’ipotesi, ormai probabile, che anche l’imbarazzo, così come la paura, svolge una funzione evolutiva per l’essere umano.


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