COME E’ CAMBIATO IL NOSTRO MODO DI STARE A DISTANZA

COME E’ CAMBIATO IL NOSTRO MODO DI STARE A DISTANZA

Adam Smith diceva: “L’individuo costretto a vivere in una situazione di permanente insoddisfazione adotta, nell’interazione con gli altri simili, atteggiamenti in grado di garantirgli la realizzazione dei propri obiettivi.”

Una frase del genere basterebbe a spiegare tanti dei comportamenti che gli uomini, in Italia, e all’estero, hanno messo in campo per cercare di reagire o, meglio ancora, sopravvivere alla pesante ombra che il Coronavirus ha  gettato su tutto noi.

In particolare quello che le persone sono state costrette a mutare velocemente sono tutta una serie di regole comunicative e sociali che hanno caratterizzato la nostra civiltà per secoli.

Quali sono le regole comunicative e sociali che sono cambiate?

Tra queste regole, ormai lo sappiamo, c’è il limite ormai categorico di ridurre ed evitare i contatti fisici con gli altri, in particolare, niente strette di mano, né abbracci o baci.

Purtroppo non basta, siamo chiamati anche a mantenere una distanza sociale (fissata per circa un metro) da un individuo all’altro.

Forse queste restrizione peseranno sulla nostra società, in certi contesti sociali e culturali più che in altri, o forse fra qualche anno sarà solo un brutto ricordo.

Per rimanere, però, fedeli alla citazione di A.Smith noi di BeSlab vogliamo affrontare il tema del distanziamento sociale in maniera assai più leggera, non perché non lo riteniamo importante, anzi, ma proprio perché ci occupiamo dello studio del comportamento umano abbiamo deciso di concentrarci sui cambiamenti positivi e sulle nuove regole che la prossemica si è ritrovata a sperimentare.

Vediamo nel contesto politico come è cambiato il modo di stare a distanza

 Siamo passati dal rifiuto  di stringere la mano del ministro dell’Interno Horste Seehofer alla Cancelliera Angela Merkel .

Ministro dell’Interno Horste Seehofer e la Cancelliera Angela Merkel

Per arrivare a forme di saluto, definiamole alternative, del presidente della Tanzania John Magufuli durante un incontro con il leader dell’opposizione Maalim Seif Sharif Hamad.

I due , invece di stringersi la mano, si sono salutati son i “piedi” il cosiddetto “Wuhan Shake”.

Presidente della Tanzania John Magufuli
e il leader dell’opposizione Maalim Seif Sharif Hamad.

In Cina, invece si è optato per il  Bao Quan Li, il saluto classico delle arti marziali (pugno chiuso nella mano aperta con inchino), che non prevede un contatto fisico con altre persone.

Bao Quan Li, saluto classico delle arti marziali.

Negli USA , come già era avvenuto nel 2006 per l’influenza dell’aviaria si usa salutarsi con il “elbow bump” saluto con i gomiti .

Elbow bump

Anche i francesi hanno  deciso di stare al passo con i cambiamenti, optando per un saluto misto tra scambio di gomiti e saluto con i piedi, video trasmesso dall’ambasciata francese ,  accompagnando il tutto con un messaggio simbolico di scambiare amicizia e non trasmettere il Virus.

Per finire riportiamo di seguito alcune immagini che stanno facendo il giro dei social.

Non solo le persone, anche la pubblicità e le più importanti multinazionali si stanno adattando al cambiamento

 Vediamo come Mc Donald Brasile ha modificato il proprio logo, i due famosi Golden Arches della lettera “M” storicamente unite, adesso sono “Separati, ma vicini”.

Mc Donald Brasile

E, non solo anche la famosa Signora Chiquita, sempre presente dentro il logo, adesso resta a casa.

Logo Chiquita

Come abbiamo potuto notare, nonostante le difficoltà dettate dal momento è notevole evidenziare come gli individui sono in grado di adattarsi e modificarsi di fronte alle situazioni, siano esse favorevoli o no.


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